Stringi i denti

Posted: febbraio 17, 2012 in Uncategorized

Fragilmente mastico menzogne appese ad un filo di seta nera,
scambio ogni piacere e ogni dolore tra il bianco dei miei denti.

Nobili cuori esenti da imbarazzi, esenti da sensazioni e senza rivoluzioni
mi avvolgono come la nebbia.

Il tempo guarisce ogni male, ma il male più grande resta il presente.
Guarderò tutto quello che i miei occhi riusciranno a sopportare.

Posted: febbraio 10, 2012 in Uncategorized

Nonostante io possa dare un’altra impressione non amo con facilità.
Di tutte le donne che ho avuto
-perchè durante le proprie elucubrazioni mentali solitarie, ci si può concedere l’illusione di poter dire “avuto”-
Quante ne ho amato onestamente? Tre. Solo tre e mezzo (considerando come tale un’infatuazione giovanile).
E non perchè non sia portato -per assurdo c’è chi sostiene che io sia addirittura innamorato dell’amore-
Forse perchè sono capace di distruggermi per due anni dietro ad un amore sentito e fallito,
perchè mi blocco nei rimpianti prima di decidermi a passare oltre.
Perchè dopo momenti del genere è plausibile tentare di amare ‘moderatamente‘,
senza esagerare rifuggendo dagli amori densi.
Ma questo è impossibile e le emozioni non hanno un regolatore con cui determinarne l’intensità.
E allora si finisce per fuggire da se stessi nell’inutile tentativo di isolarsi in periodi di solitudine emotiva
nell’eremo del proprio io.

 

 

 

 

 

 

 

 

Etologia Umana

Posted: febbraio 8, 2012 in Etologia Umana

Etologia umana
Lezione n. 4

Quando un uomo del nord crede di avere una certa dimestichezza con la finanza creativa
deve tenere a mente che al sud c’è sempre qualcuno più creativo di lui

The great escape

Posted: febbraio 7, 2012 in Uncategorized

Non è che faccia poi così freddo di mattina,
-2°C sarebbero anche tollerabili ma…
questa mattina in moto per venire al lavoro mi sentitivo come lui
(colonna sonora inclusa!)

Pensieri

Posted: febbraio 2, 2012 in Uncategorized

Ho chiuso il libro e l’ho posato sul comodino
-sembrava una cosa naturale e necessaria da fare-
e sono rimasto a guardare fuori dalla finestra.

Stranamente, proprio mentre era notte,
quello che si presentava davanti ai miei occhi non aveva un aria così tetra,
forse perchè di notte la quiete, e persino una certa desolazione,
sono normali e non ci fai neanche caso.

Comunque, quell’imagine notturna,
mi ha fatto pensare a tutti quei casini e alla situazione in cui mi trovo adesso.

Sono passati pochi giorni da quelle che sono state
le mie riflessioni, i miei pensieri, le mie considerazioni,
ma avevo l’impressione che fossero trascorse settimane.

Tante sensazioni tutte insieme, tanti cambiamenti, tante necessità, volontà, voglie,
tante prese di coscienza mi hanno stranito, destabilizzato
eppure ultimamente non sono abituato a ritmi tranquilli.

Ho provato a ricostruire mentalmente la situazione
risvegliando la memoria annestetizzata dall’alcool di un pessimo vino che ieri sera mi sono concesso,
dalle poche ore di sonno di questi ultimi giorni e dal (non) evolversi di certe situazioni.
Mi sono sforzato di ricordare tutto, senza lasciare nessun evento nel dimenticatoio.

Sto ricominciando a pensare cose strane. E a complicarmi la vita.
Ma non voglio tornare a fuggire dalla realtà credendo che sia un modo per semplificarmela.
Fuggire dalla realtà è solo un modo raffinato per complicarmi la vita.

Il livello di sonno era basso, quello dell’alcool, ormai,  pure.

E poi continuavo ad avere la sensazione che ci fosse qualcosa che deve essere fatta.
Che vorrei io, ma non solo.

Mi sono spogliato fino a rimanere in mutande, mi sono sdraiato e ho ripreso la mia ricostruzione,
le mie riflessioni.

Quando le lancette dell’orologio hanno oltrepassato abbondantemente le 3 di notte
mi sono sentito pronto a intraprendere l’imprevedibile avventura di provare a dormire.

E questa mattina sono dominato dal sonno. E da una voglia incontenibile.

Etologia Umana

Posted: gennaio 31, 2012 in Etologia Umana

Etologia umana
Lezione n. 3

Quando un uomo ospite in una città che non è la sua
inizia a conoscere e salutare molta, troppa gente
vuol dire che c’è qualcosa che non va

MUSIC VIDEO RIDING SEPTEMBER from Hush on Vimeo.

Ieri navigavo alla ricerca di allcuni pezzi della moto e mi sono imbattuto in un sito
dove campeggiavanoimmagini di special realizzate utilizzando vecchie moto.
La curiosità, ed una certa voglia di emulazione mi hanno portato ad approforndire,
ad inerpicarmi tra link ed immagini e sono finito per trovare questo video.

Al di là della musica coinvolgente,
è stata una sorta di parallelismo con le idiozie ed un certo stile di vivere certe avventure molto simile a quello mio e dei miei amici bikers a catturarmi, a coinvolgermi in questi pochi minuti di pellicola.

E mi sono rivisto, con i miei amici, tra improbabili teorie su come sistemare un motore
e pianificazione di viaggi on the road.

Oggi sento una insana voglia di partire.
Mi capita spesso, e cerco di soddisfare questo bisogno appena ne ho la possibilità.
Oggi pensavo ad un giro in moto.
Lontano, con gli amici di sempre, senza pensieri.  È una voglia di evasione, ma non per fuggire da qualche cosa.
Piuttosto per sentire sulla pelle, tra le mani, per sentire il profumo ed il sapore di ciò che mi fa stare bene.

Strana questa cosa del viaggio, del viaggio che desidero in questo momento perchè una volta che inizia,
ho l’impressione che sia difficile fermarsi. Un po’ come una sorta di dipendenza.

Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà
come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno.

Guy de Maupassant, Al sole, 1884

Fame

Posted: gennaio 24, 2012 in Uncategorized

La fame (tutte le fami), l’appetito sono l’istinto che è in noi
la prova che siamo vivi e che vogliamo continuare ad esserlo.
In qualche modo l’anima, necessita di una continua interazione con il mondo, con le persone.
Per espirare devo prima avere inspirato, e quindi devo fare passare quel mondo attraverso il mio corpo.

Cerdo sia una mia esigenza assoluta, della mia vita, quella che mi spinge a nutrirmi di sensazioni,
che mi spinge a cibarmi di certe persone, a fare l’amore, a sfruttare tutti i miei sensi per fare entrare l’esterno all’interno
e restituirlo all’esterno trasformato dalla incessabile elaborazione dell’opera nel mio corpo.
E dei miei pensieri.

Cucina ero-gastronomica

Posted: gennaio 19, 2012 in Uncategorized

Eri pronta a giocare con i fornelli,
a questa “sfida” per preparare il miglior piatto, il miglior condimento.
Pronta a sfoderare l’abilità e la malizia da chef in questo giocoso confronto.

Il grembiule non riusciva a nascondere le tue forme, i tuoi seni alti, le tue gambe, il corpo flessuoso.

Avevi occhi profondi, incantatori.

Fuoco alle polveri!

Abbiamo iniziato a preparare gli ingredienti.
Le tue mani, veloci sminuzzavano, mescolavano, pizzicavano.
Mi divertivo a stuzzicarti, creavo un leggero scompiglio tra i tuoi ingredienti.

Ti ho abbracciato.

Il mio abbraccio sembrava cullante, caldo e carezzevole come l’acqua.

Tremavi sotto la forza delle mie mani.
Ti ho baciato interminabilmente, con le mani sui tuoi seni.
La tua brama sessuale sembrava darti alla testa,come una follia, accecandoti.
Non riuscivi ad aspettare, non riuscivi neppure ad aspettare che mi svestissi.

Eri impaziente.

Continuavo a baciarti come se stessi bevendo la tua bocca,
la tua lingua, il tuo respiro, risucchiandolo nella mia bocca,
mentre le mie mani scivolavano sul tuo corpo, si immergevano a fondo nella tua carne.
Le mie dita ti percorrevano dappertutto, mentre la lingua si infilava nella tua bocca.
Ti baciavo i capezzoli, ti baciavo il ventre.
E lo mordevo.

Con le mie mani forti prendevo ogni parte del tuo corpo di cui avevo voglia
portandolo alla bocca come un boccone saporito.
Proprio così ho preso il tuo fondoschiena portandolo verso la mia bocca,
mordendolo e baciandolo.

Il tuo desiderio era al culmine, ma volutamente cercavo di farlo crescere ancora,
sottraendomi crudelmente.

Percorrevo con la mano tutto il tuo corpo, lentamente, premendo sulla tua carne,
tastando ogni tua curva.

Ti ho avuto.
Mi hai avuto.
E forse è la miglior ricetta.

Don’t worry, be happy

Posted: gennaio 18, 2012 in Uncategorized